Tecktonik?????

26 07 2007

Si può descrivere una danza? No, bisogna accennarvi sapendo che il segreto del fascino sfugge comunque. Sintetizzando: bisogna collegare il maggior numero possibile di gesti, soprattutto con le braccia, fino a dare l’impressione di essere in questa parte del corpo quasi disarticolato. Ma il segreto è compiere questa gesticolazione restando sempre fluidi.

Il miracolo riesce benissimo ormai a milioni di adolescenti francesi tra i tredici e i venti anni: la passione della «tecktonik» non supera per ora questo limite anagrafico. Detto questo, balera o posto chic ormai non si balla altro, si organizzano sfide indiavolate nei parchi, nei palazzetti, a scuola. I video dei «maestri» nel volteggiamento che girano altretanto vorticosamente sui blog e su Internet raggiungono le 700 mila connessioni giornaliere.

La danza delle banlieues infrange già le frontiere: domina in Belgio, Svizzera e Olanda. Ci sono i soliti esagerati che la considerano già come il segno particolare per identificare gli splendori e le miseria di una nuova generazione; altri tracciano paralleli con i debutti ad esempio dell’hip hop che forse non ha trasformato il mondo ma gli ha dato uno scenografico scossone. Si vedrà.

da La Stampa





Educazione: Manderò I Miei Figli All’Università?

23 11 2006

Da una bellissima lettera di Will Richardson (conosciuto in tutto il mondo per il suo lavoro con educatori e studenti per implementare tecnologie per l’istruzione e più specificatamente, gli strumenti del Read/Write Web nelle scuole, nelle classi e nelle community) ai suoi figli…quello che ogni genitore dovrebbe dire ai suoi figli!




Cara Tess e Tucker,
molte volte avrete sentito me e vostra madre parlare del vostro futuro, dicendo che un giorno andrete via di casa in qualche college, prenderete una laurea che vi farà divenire esperti in qualche cosa e vi condurrà dritti ad un buon lavoro che vi renderà felici e vi permetterà di far crescere un giorno la vostra famiglia.

Ma c’è una cosa che non ho ancora detto a vostra madre, ho cambiato idea.

Quello che vi voglio dire è che non dovete sentirvi obbligati ad andare al college se non lo volete, e che ci sono molte strade più istruttive, più significative e più rilevanti per voi rispetto a prendere una laurea.

Fatemelo spiegare (Ve lo spiegherò ancora quando sarete più grandi.)

a) Prometto di aiutarvi ad apprendere dopo le superiori, qualsiasi cosa decidiate.
b) Farò ogni cosa per aiutarvi a trovare quelle che sono le vostre passioni e a scegliere quelle che saranno le strade per imparare il massimo dalle vostre passioni.
c) Vi aiuterò a pianificare i vostri progetti per raggiungere competenza nelle vostre passioni, e questi progetti potranno includere attività differenti che esulano dall’esperienza tradizionale in un college.

Alcuni di questi piani di apprendimento potranno includere classi, altri programmi di training e certificazione. Ma altri ancora potranno includere l’apprendimento tramite video games, community virtuali, e network informali , tutti costruiti intorno ai vostri interessi per raggiungere le competenze che vi serviranno (Ricordatevi di parlarvi di George Siemens e di quello che ha detto a proposito.)

Attraverso questo processo, vi supporterò nella creazione del vostro portfolio di apprendimento che vi servirà per iniziare la vita lavorativa.

Invece di un pezzo di carta che vi “certifica” come esperti, avrete una serie di esperienze, prodotti, riflessioni e conversazioni che mostreranno davvero quella che è la vostra esperienza grazie ad un network di insegnamenti e apprendimenti continui che con il tempo vi faranno crescere ed evolvere.

Lo so. Starete pensando, “Ma papa, non sarebbe più semplice andare al College?” Lo sarebbe, dipende da quello che desideri fare.

Ma potrebbe anche non esserlo.

Quello che la mia esperienza mi dice è che tutto quello che ho appreso al college non si può paragonare con quello che ho appreso ed apprendo ora insieme a persone che hanno la passione di conoscere.

Ed è quello che voglio per voi, connettervi a persone ed ambienti in cui regna la passione di imparare insieme, dove sei tu a creare il tuo curriculum, sei tu a trovare tuoi insegnanti. Devi essere tu a prendere le decisioni (ed i tuoi insegnanti a guidarti nelle decisioni) rispetto a quello che ritieni rilevante da conoscere. E se alla fine del giorno capirai che la maggioranza dei tuoi sforzi sono spesi bene, non avrai perso tempo

In qualche modo vi invidio.

Penso a tutto il tempo che ho perso e a tutti soldi che ho speso perchè non avevo un’alternativa reale.

Ora voglio assicurarmi che abbiate voi una scelta.

Vostra madre ed io abbiamo molte aspettative da voi e faremo ogni cosa per supportare le decisioni che prenderete.

La mia speranza è che capiate tutte quelle opportunità che questo nuovo mondo di conoscenza vi offre e scopriate quanto eccitante possa essere.

Vi voglio bene, papa





Finalmente…

4 08 2006





La mente ci mette solo un paio di secondi per arrivare ad una serie di conclusioni.

20 06 2006


Ci sono due tipi di strategie molto diverse tra loro, che consentono di dare un senso ad una situazione: una strategia cosciente, logica e lenta e un’altra strategia, più rapida, che inizialmente opera a livello inconscio. È un sistema grazie al quale il nostro cervello raggiunge delle conclusioni senza dirci immediatamente che lo sta facendo. Non si riflette sulle prove, piuttosto si esprime un giudizio o una sensazione la cui origine è inesplicabile. Questa parte del cervello, denominata “inconscio adattativo”, consente di emettere giudizi molto rapidi sulla base di pochissime informazioni.
Anche se le persone hanno una sfiducia innata per questo tipo di percezione rapida, e si fidano solamente dei processi coscienti e prolungati per prendere le decisioni, ci sono momenti, soprattutto in situazioni di stress, in cui i giudizi repentini e le prime impressioni risultano migliori.
In definitiva, situazioni diverse dimostrano che, per essere in condizione di prendere la decisione giusta, non è necessario prendersi il massimo del tempo possibile e fare uso di processi cognitivi minuziosi e premeditati. Si possono raggiungere conclusioni molto migliori e più rapide utilizzando questa capacità di “pensare senza pensare”, che avviene immediatamente, in un batter d’occhio, e che coinvolge l’inconscio adattativo.





Il tempo per creare…

30 01 2006

Spesso, come grafico, ho il compito di partorire “esemplari” di creatività senza però avere il tempo necessario per ragionare…per pensare…per riflettere…per arrivare alla logicità che ci permette di riconoscere quanto una determinata idea creativa sia valida, efficace…insomma…riuscita.
Spesso, preso da vero e proprio affanno nel produrre quanto più velocemente possibile quello che mi viene richiesto, mi trovo di fronte a muri invalicabili…veri e propri blocchi di creatività…
Per fortuna con l’esperienza impari a diventare efficace ed efficiente…a tirar fuori la soluzione migliore nel minor tempo possibile.
A volte invece mi capita di avere tutto il tempo necessario ma di trovarmi di fronte agli stessi ostacoli.
E così, proprio ieri, leggendo un’ intervista al famoso scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez, sono rimasto colpito dalla calma che ne costituisce la personalità. Per tutto il 2005 non ha scritto una sola riga, non ha nè un’idea nè un progetto e non sembra preoccuparsene…anzi, vorrebbe prolungare questo periodo per tutto il 2006. Questo perchè ha scoperto che può occupare il suo tempo leggendo tutti i libri della sua fitta biblioteca (tra l’altro comodamente sdraiato a letto)…e quindi con un’attività altrettanto piacevole che la scrittura.
Con l’esperienza maturata potrebbe scrivere un romanzo senza nessun problema…ma aspetta qualcosa che venga dal cuore, che non sia meccanico…altrimenti i suoi lettori se ne accorgerebbero.

Beh, da questo apprendo una cosa: l’idea creativa non va sempre ricercata…a volte bisogna saper aspettare…ma soprattutto bisogna saper aspettare senza angoscia.

Ma c’è da dire un’altra cosa…lui se lo può anche permettere considerate tutte le copie di libri che ha venduto nel mondo…no? ;)

Gala