ARTissima 14

6 11 2007

ARTissima 14
FEATURING THE FUTURE
9 - 11 novembre 2007 | vernissage 8 novembre (su invito) | lingotto fiere | torino

131 gallerie provenienti da 17 paesi: una piattaforma della migliore ricerca internazionale nel campo delle arti visive. Questa è la nuova Artissima secondo il progetto di Andrea Bellini, dal 2007 direttore della Fiera. Un osservatorio privilegiato sulla giovane arte mondiale. Un appuntamento culturale irrinunciabile per tutti gli addetti ai lavori e gli appassionati di arte contemporanea.

ARTISSIMA 14 presenta a Torino una lista esclusiva di gallerie tutte al top per notorietà e soprattutto per qualità delle proposte e degli artisti rappresentati.

La Fiera introduce anche una grande novità: due vere e proprie mostre, con un percorso espositivo curatoriale dedicate alle due speciali sezioni: CONSTELLATIONS, riservata a 10 grandi lavori di carattere museale selezionati da due prestigiosi direttori di museo, Marc-Olivier Wahler, Palais de Tokyo di Parigi e Daniel Birnbaum, Portikus di Francoforte e Present Future riservata a 15 artisti emergenti, selezionati da un team di tre giovani curatori - Cecilia Alemani, Luca Cerizza e Raimundas Malasauskas.

La sezione NEW ENTRIES propone 17 giovani gallerie d’avanguardia provenienti da 8 paesi presenti per la prima volta in Fiera, selezionate dal Consiglio Direttivo e dal Comitato Consultivo di Artissima.

Due anche i premi che verranno assegnati in fiera: una giuria, composta da Corinne Diserens, Direttore MUSEION, Bolzano - Francesco Manacorda, Curatore Barbican Art Gallery, Londra - Susanne Pfeffer, Curatrice Kunstwerke, Berlino, - assegnerà all’artista più significativo della sezione il Premio illy Present Future il Premio Guido Carbone verrà assegnato alla migliore galleria della sezione New Entries da una giuria composta da Fabio Cavallucci, Direttore Galleria Civica di Arte Contemporanea, Trento, coordinatore di Manifesta 7 - Vasif Kortun, Direttore Platform Garanti, Istanbul - Anton Vidokle, artista, curatore, fondatore e direttore di e-flux, New York, e Laura Viale, membro permanente in rappresentanza del Comitato Promotore del Premio.

La VIDEO LOUNGE è uno spazio dedicato alle ultime tendenze e alle creazioni più recenti degli artisti che lavorano con film, video e animazione, a cura di Cecilia Alemani. Il programma è articolato attorno ai temi de “La guerra, la pace, l’estasi” che sono stati scelti come coordinate per un’esplorazione dell’arte di oggi,. I lavori di una sessantina di artisti sono stai selezionati tra quelli che lavorano con le gallerie partecipanti ad Artissima. I video saranno proiettati su tre grandi schermi, seguendo un denso programma giornaliero.

Màns Wrange (CuratorLab, Stoccolma) coordina un seminario dedicato alle scuole curatoriali: con la partecipazione di Ute Meta Bauer, Luca Cerizza, Caroline Corbetta, Meg Cranston, Joshua Decter, Yu Yeon Kim, Vasif Kortun, Ronald Jones, Marysia Lewandowska, Francesco Manacorda, Chus Martinez e Anton Vidokle insieme a Meskerem Assegued, Etiopia, Mariangela Mendez Prencke, Colombia e Suman Gopinath, India, invitate quali guest speakers nell’ambito di uno speciale progetto di promozione dell’arte emergente in collaborazione con illycaffè.

Per il grande pubblico vengono riproposte le visite guidate ASCOLTA CHI SCRIVE, con 13 importanti critici e giornalisti: Luca Beatrice, Pia Capelli, Laura Cherubini, Caroline Corbetta, Martina Corgnati, Olga Gambari, Elena Del Drago, Alessandra Mammì, Gianluca Marziani, Francesco Poli, Adriana Polveroni, Ludovico Pratesi, Massimiliano Tonelli.

ARTISSIMA 14 è arte, ma non solo, in un incrocio di linguaggi, artisti, paesi, visioni, suoni.

ARTISSIMA CINEMA a cura di Davide Quadrio, BizArt/Arthub, Shanghai
Esotismo, incongruenze, variazioni sul tema. La rassegna Shanghype! propone un sorprendente e affascinante viaggio urbano nella vera Shanghai attraverso film e video di un gruppo di artisti internazionali: Olivo Barbieri, Alexander Brandt, David Cotterrell, Zhang Ding, Yang Fudong, Pierre Giner, Melanie Jackson, Huang Kui, Mattia Matteucci / Patrick Tuttofuoco, Xu Zhen, Yan Zhenzhong, Liang Yue, Song Tao.

ARTISSIMA VOLUME a cura di Nero Magazine, Roma
Per la prima volta in Italia, una fiera d’arte, attraverso una serie di eventi che coinvolgono alcuni tra gli artisti più apprezzati del panorama contemporaneo, si propone mette in evidenza i nessi, le suggestioni e le influenze tra le arti visive e la musica: Merzbow, Mathew Sawyer and the Ghosts, Valerio Tricoli, Sunny Day Sets Fire, Andrea Belfi, Laura Gibson, V/VM, Dj-set Christian Zingales.

ARTISSIMA FUMETTO a cura di Daniele Ratti e Sergio Pignatone, Torino La sezione si propone di indagare l’affascinante mondo del fumetti, da alcuni erroneamente considerato un’arte minore con la mostra Gipi, appunti per una storia, dedicata a Gian Alfonso Pacinotti, attualmente considerato una delle personalità più rilevanti del panorama a livello mondiale.

Durante Artissima, nell’ambito di “Contemporary Arts Torino Piemonte”, musei, fondazioni, spazi pubblici e privati ospiteranno inaugurazioni e mostre internazionali, nelle vie e piazze si potranno ammirare le Luci d’Artista, e sabato 10 novembre la speciale notte delle arti contemporanee vedrà l’apertura straordinaria di gallerie, musei e altri luoghi espositivi e per finire ContemporaneaMente un grande evento musicale realizzato in collaborazione con Club to Club.

ARTISSIMA, un marchio di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, è promossa e coordinata dalla Fondazione Torino Musei, con il sostegno dei tre Enti locali, unitamente a Camera di commercio di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT. L’organizzazione è curata dall’Associazione Artissima.

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Artissima 14
Dal 9 al 12 novembre 2007
Lingotto Fiere
Via Nizza, 280 - 10126 Torino
Vernissage 8 Novembre (su invito)
Aperto al pubblico 9 - 11 Novembre
Orario: da venerdì a domenica 11.00 - 20.00
Ingresso: Intero €12,00 / Ridotto €8,00

Main Partner: UniCredit Group - UniCredit Private Banking
Partner: illycaffè
Associate partners: Iride / Jacobacci & Partners/ Mirafiori Motor Village / Vanni occhiali

Info:
Tel. +39.011.546284 / Fax +39.011.5623094
info@artissima.it
elenco delle gallerie e altre informazioni più dettagliate www.artissima.it





Free Internet - Stop DDL Levi Prodi

24 10 2007

Iscrizione obbligatoria al Registro degli Operatori di Comunicazione: è questo il futuro dei blogger italiani? In poche parole, se le Camere approveranno un nuovo disegno di legge sull’editoria online, non sarai più libero di creare il tuo blog e pubblicare informazioni online senza questa iscrizione al Roc, che comporta burocrazia, notevoli incombenze burocratiche e sanzioni amministrative per quello che pubblichi.

La legge è stata presentata dal Governo in pieno agosto ed è stata approvata qualche giorno fa dal Consiglio dei Ministri (il 12 ottobre). Quasi nessuno, in rete, se n’è accorto, tranne un appassionato di legge e di nuove tecnologie, che ha lanciato l’allarme: Valentino Spataro, curatore del sito Civile.it.

Punto informatico ha subito raccolto l’appello e dato risonanza a questa notizia cruciale per il futuro della libertà di informazione in Italia.

Ecco l’articolo integrale di Valentino Spataro, aggiornato con le novità dell’ultimo minuto, trovate da Valentino sul sito del Governo: le ultime dichiarazioni di Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma.

Introduzione di Giulio Gaudiano


Il Mondo Scrive su Internet, l’Italia Burocratizza

Il mondo cresce, ma in Italia ci vogliono garanzie. Mamma Italia, la nostra amministrazione, vuole essere sicura per dare sicurezza a tutti noi.

Aprire un sito nel mondo è espressione di libertà di parola. Semplice. Qualche anno fa proposi timidamente una carta dei diritti nelle telecomunicazioni, nella quale facevo rientrare le attività del telecomunicare tra quelle fondamentali, già protette dalle normative esistenti.

In Italia per aprire un giornale non bastano i soldi. Ci vuole un commercialista che sappia gestire tutte le incombenze del Roc, e i suoi tempi, fare bilanci, pagare annualmente, gestire le numerose formalità le cui sanzioni sono utili a spaventare i piccoli più desiderosi di assumersi qualche rischio.

Quello che troppi dimenticano è che utilizzare la libertà di parola per esprimersi non esclude ogni forma di responsabilità civile e penale. Non c’è bisogno di leggi in piu’. Non c’e’ nessuna lacuna normativa.

Il Disegno di Legge Ferragostano

Il disegno di legge sull’editoria presentato il 3 agosto 2007 dal Governo, bravi, propone di qualificare ogni sito o blog come prodotto editoriale.

Capo I Il prodotto e l’attività editoriale

Art. 2 (Definizione del prodotto editoriale)

1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.

3. La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.

Praticamente ne restano fuori dischi, film, youtube e i cataloghi per le vendite.

Vediamo come viene qualificato chi realizza prodotti editoriali:

Art. 5 (Esercizio dell’attività editoriale)

1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative

Anche senza scopo di lucro.

Bloggers, ci siete? Grillo, ci sei? Tutti.

Vorrei dire: basterebbe andare anche ogni giorno in piazza Duomo a parlare al pubblico e si diventa prodotto editoriale.

Prima prodotti editoriali erano “cose” destinate al lucro, realizzate da editori, da imprenditori (anche persone fisiche) che andando in Prefettura chiedevano l’iscrizione nel registro degli editori, conformemente al codice attività che risulta alla Camera di Commercio e legato alla partita iva.

Insomma: oggi si deve volere essere editori, non lo si e’ per il semplice fatto che si scrive un ebook.

Ora che tutti diventiamo editori … mi scappa da ridere … si applicano tutti gli adempimenti dei quotidiani cartacei …

Art. 7 (Attività editoriale su internet)

1. L’iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

Non si poteva trovare un termine piu’ generico e impreciso per applicare una intera normativa, quella della stampa, a chi scrive sul web, a qualsiasi titolo.

In effetti si applica il Roc, non la normativa sulla stampa. Il Roc, registro operatori della comunicazione, sostituisce i vecchi registri dei periodici presso i Tribunali.

Come Funziona Oggi?

Oggi è prodotto editoriale quello realizzato da una casa editrice, una impresa cioè che chiede in Prefettura l’iscrizione nel registro degli editori con una semplice dichiarazione, e con indicazioni idonee nell’attività svolta al momento dell’iscrizione alla Camera di Commercio.

Chi ha un prodotto editoriale può registrare al Roc, registro operatori di comunicazione presso l’autorità per le comunicazioni, il proprio sito web.

Chiederlo non e’ obbligatorio se non si e’ editori. E’ invece necessario se si vogliono contributi pubblici.

La nozione di prodotto editoriale è vincolata al lucro.

Poiché il Roc “rileva”, si applicano tutti i relativi adempimenti che fanno impazzire il piu’ diligente cittadino.

L’iscrizione al Roc impegna in una dichiarazione annuale su come e quanto si guadagna e al pagamento di diritti annuali in rapporto agli stessi. L’iscrizione al Roc ha tempi biblici: ci si trova l’anno dopo ad utilizzare un modulo elettronico che chiede il numero di registrazione al roc, senza che voi sappiate ancora qual’è. E vi resta la raccomandata sperando in bene. (accetto rettifiche, naturalmente).

Come Diventerà ?

La proposta e’ semplice: diventa prodotto editoriale anche “la cosa” fatta senza scopo di lucro. Pensiamo al blog di Grillo: e’ tutto gratuito, vende i propri cd, ma il sito e’ tutto gratuito.

Con la nuova dizione il sito, anche gratuito, anche gestito da un privato, diventa prodotto editoriale. Ogni blog personale diventa prodotto editoriale, soggetto alla normativa sulla stampa, con limitazioni in caso di sequestro, ma responsabilità penali aggravate in caso di denuncia penale.

L’attività editoriale diventa tale anche se svolta da non imprenditori. Basta diffondere su internet.

All’art.7 abbiamo una meravigliosa incapacità di essere precisi, consentendo interpretazioni estensive della responsabilità dei singoli, contrariamente a quanto afferma il codice delle comunicazioni per cui solo chi e’ autore di uno scritto risponde, non chi lo distribuisce (come telecom non risponde per le telefonate ingiuriose).

Vediamo l’art. 7:

“1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.”

Cosa significa rileva? Significa che io blogger mi devo iscrivere al roc con tutti gli adempimenti del caso?

“2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.”

Cosa significa autorizzare? Consentire? Controllare?

Autorizzare puo’ anche essere letto come chi predispone il servizio che permette ad altri di scrivere in pubblico.

E cosi’ tutti i blogger saranno responsabili per il commento lasciato da un lettore.

L’iter della Norma e Novità dell’Ultimo Minuto

Il Governo l’ha appena approvata. Vorremo dire altro, ma e’ semplicente andata avanti senza ostacoli.

Aggiornamento dell’ultimo minuto: dopo l’intervento di Repubblica che ha intervistato Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, le dichiarazioni interpretative cambiano direzione:

“Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile”.

Il testo approvato pero’ nel corpo, non solo nello spirito, riguarda ogni dichiarazione diffusa su internet.

Da fonti interne del palazzo pare che si stia valutando se riscrivere integralmente le norme per evitare di arrivare ad un confronto con il popolo della rete. Ma le voci, per noi, restano voci finche’ le parole del testo non cambiano definitivamente.

Dal sito del Governo:

“Ricardo Levi: “Ha iniziato la carriera di giornalista professionista al “Sole-24 Ore” e ha, poi, lavorato come caporedattore ed inviato speciale per alcuni dei maggiori giornali italiani, tra i quali il “Corriere della Sera”, “Il Giorno”, “il Messaggero” e “La Stampa”. Ha fondato e diretto “L’Indipendente”.

Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere”

Metodo tutto italiano di scrivere una legge imprecisa che lascia il potere all’autorità di includere o escludere tutti. In realtà, in questo modo, si autorizza l’autorità ad estendere i propri poteri ad ogni comunicazione su internet, se e quando lo vorrà.

Eccolo qua, sistema ultra collaudato: definizioni vaghe e onnicomprensive nella legge, tanto poi c’è il regolamento.

Conclusioni?

Potessero, chiederebbero la carta d’identità a chiunque parla in pubblico.

Su internet il controllo è più facile. E imporre procedure burocratiche per l’apertura di un blog sara’ il modo migliore per far finire l’internet Italiana.

Su internet in tanti siamo riusciti a crescere perché le formalità tradizionali non sono applicabili. Formalità che hanno limitato l’accesso di nuovi player nel mercato.

Questo non ha mai comportato l’irresponsabilità delle nostre azioni: chi esercita un diritto e’ sempre responsabile civilmente e penalmente, non ci sono lacune normative come alcuni vorrebbero asserire per scrivere nuove leggi.

Link:

Scritto da Valentino Spataro per Civile.it/internet il 17 ottobre 2007 e intitolato “La nuova legge sull’editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche

da Masternewmedia.org





Archetipi, prototipi e stereotipi

30 03 2007

3.jpgL’immagine delle tre donne si ritrova ad essere, contemporaneamente, archetipo, prototipo e stereotipo iconografico.

Tanto per essere più chiari, citiamo le definizioni dei tre concetti tratti da wikipedia:

Un prototipo o istanza prototipica combina gli attributi più rappresentativi di una categoria. È il miglior esemplare tra i membri di una categoria e serve come punto di riferimento cognitivo rispetto al quale gli altri membri più “poveri” vengono categorizzati.

In questa immagine il prototipo è pericoloso, perchè diventa il metro di misura a cui tutte le donne dovrebbero adeguarsi per essere considerate belle e ciò potrebbe generare complessi di inadeguatezza, specialmente nelle adolescenti.

Lo stereotipo è una caricatura negativa di alcune caratteristiche positive possedute dai membri di un gruppo, esagerate al punto da diventare detestabili o ridicole, o al contrario, l’esagerazione positiva di caratteristiche che di per sè sarebbero negative.

In questo caso lo stereotipo utilizzato è negativo e rischia di far percepire le donne solo per i loro attributi fisici.

L’archetipo è talvolta utilizzato in filologia per indicare la redazione originale di un’opera ovvero il testo più antico e non derivato da altri.

Osservate con attenzione… non vi ricordano forse le Tre Grazie, le tre scollate signorine in posa per la marca di videofonini? E’ l’archetipo moderno tratto dall’archetipo originale.

da http://polisemantica.blogspot.com/





Il sito più caro del mondo…

2 03 2007


Di questa marea di soldi, 21 milioni di euro sono passati alle regioni affinché producano i contenuti turistici, 4 milioni per la redazione centrale dei contenuti, 8 milioni per lo sviluppo della piattaforma tecnologica e gli ultimi 12 milioni per il completamento dell’opera (da 4 a 8 lingue) e per la promozione del portale.

Curiosamente la gara viene vinta dai raggruppamenti di imprese Sviluppo Italia e Ibm Italia, quando il ministro da cui tutta l’operazione dipende, Lucio Stanca, è l’ex amministratore delegato della stessa Ibm Italia.

Ma tant’è. Vediamo dunque come sono stati spesi questi soldi, lasciando da parte i 21 milioni di euro trasferiti alle regioni di cui non si hanno notizie più precise.

Al momento dell’inaugurazione il tanto atteso portale, dopo tre anni di lavoro, si apriva con una pesantissima animazione, impossibile da evitare, che sulla cavatina del Barbiere di Siviglia mostrava il patetico calembour “un paese di qualità”, qualora il povero potenziale turista provvista di un obbligatoria Adsl avesse voglia di aspettare qualche minuto per il download. Questa splash page è stata ora rimossa e si accede subito alla pagina di scelta della lingua. Dal punto di vista dell’infoarchitettura sembra che nessun responsabile del lavoro abbia letto alcun manuale dove, fin dalla fine degli anni ‘90, si indicava prioritario per una corretta user experience la riduzione al minimo di passaggi per arrivare al contenuto.
L’impaginazione della schermata è stata poi realizzata con tabelle html anziché con i corretti fogli di stile CSS il che, per tradurre, suona una bestemmia alle orecchia di qualunque programmatore come se si raccontasse ad un grafico di impaginare un libro in Word.
Il sito, poi, per colmo del paradosso non risponde ai criteri di accessibilità che lo stesso ministro Stanca deliberò come obbligatori in qualunque realizzazione web delle amministrazioni pubbliche alla fine del 2005.

Ma sarà solo un problema tecnico direte voi, magari i contenuti saranno comunque interessanti… Purtroppo anche qui ci troviamo di fronte ad una situazione desolante e improbabile. La cartina dell’Italia di apertura sembra riportare l’Istria come parte integrante del Belpaese, fra le principali attrazioni della nazione troviamo il “mercatino dell’usato di Livorno”, perle come “la Toscana è la regione più settentrionale dell’Italia centrale” sono disseminate dovunque per soddisfare non si sa quale curiosità di turisti internazionali.
Non parliamo poi delle traduzioni così descritte su un sito americano come “a typically Italian “inglese maccaronico” (macaroni English) littered with imaginary words and frequent spelling and syntax errors”.

Insomma, un disastro su tutta la linea. La rete è piena di siti, sorti come funghi, che stanno setacciando il portale per metterne in evidenza gli inverosimili errori di sistema e di contenuti, vi segnalo, per approfondimenti, il più completo Scandalo italiano. Gruppi di lavoro volontari sono già al lavoro per ri-costruire, secondo il buon senso, la struttura tecnologica del portale in un suo clone, per apportarvi miglioramenti o una sua completa ristrutturazione.
L’attuale ministro dei Beni culturali Rutelli ha la responsabilità di aver cercato di rianimare un progetto nato da un simile sperpero di denaro pubblico, una responsabilità che non sfugge agli stessi membri del suo partito se l’Osservatorio sull’Information and communication technology della Margherita dichiara per bocca di Giorgio Sebastiano: “È partito male Italia.it, il portale del turismo fortemente voluto dal precedente governo, costato una montagna di denaro pubblico e impantanatosi al termine della precedente legislatura. Il tentativo di rianimazione, per cercare almeno di salvare il salvabile, non è ancora riuscito. Il prodotto è ben lungi da quello che molti a questo punto si attendevano. Le critiche provenienti dal mondo della rete toccano un po’ tutti gli aspetti: dalla compatibilita’ alla navigazione, dall’accessibilita’ alla qualita’ dei contenuti”.

Ma qualcuno pagherà per lo spreco insensato di denaro pubblico?

da SDZ





Il nuovo marchio dell’Italia proprio non piace!

26 02 2007

Il nuovo marchio per la promozione turistica dell’Italia proprio non piace.

La presentazione al pubblico del nuovo marchio di promozione turistica dell’Italia “It” ha suscitato nell’intera comunit nazionale dei professionisti della comunicazione visiva una grande delusione e un profondo malcontento.

La stessa associazione che riunisce i grafici italiani (Aiap) si fatta portatrice di questa generale insoddisfazione promuovendo una petizione, indirizzata alla Presidenza del Consiglio, che ha raccolto in poche ore, e sta ancora raccogliendo, oltre 1.000 firme di grafici, designer, insegnanti, architetti, artisti, espressione di una significativa percentuale del mondo della comunicazione.

Ci che viene messo in discussione non soltanto il risultato formale ma il procedimento con il quale si e giunti a questo risultato attraverso un concorso al di sotto degli standard minimi che sarebbero necessari: selezione dei partecipanti in base al fatturato, mancanza di anonimato, inadeguatezza della giuria, tempi insufficienti.

Ritenendo il progetto “It” non adeguato alla qualità del progetto grafico italiano, l’Aiap, SocialDesignZine, Progetto Grafico, Ministero della Grafica, chiedono alla Presidenza del Consiglio, attraverso la petizione “Not IT my name”, di ripensare l’intera iniziativa.

Comunicato stampa:

Aiap, Associazione Italiana Progettazione Comunicazione Visiva

SocialDesignZine

Progetto Grafico

Ministero della grafica