Archetipi, prototipi e stereotipi

30 03 2007

3.jpgL’immagine delle tre donne si ritrova ad essere, contemporaneamente, archetipo, prototipo e stereotipo iconografico.

Tanto per essere più chiari, citiamo le definizioni dei tre concetti tratti da wikipedia:

Un prototipo o istanza prototipica combina gli attributi più rappresentativi di una categoria. È il miglior esemplare tra i membri di una categoria e serve come punto di riferimento cognitivo rispetto al quale gli altri membri più “poveri” vengono categorizzati.

In questa immagine il prototipo è pericoloso, perchè diventa il metro di misura a cui tutte le donne dovrebbero adeguarsi per essere considerate belle e ciò potrebbe generare complessi di inadeguatezza, specialmente nelle adolescenti.

Lo stereotipo è una caricatura negativa di alcune caratteristiche positive possedute dai membri di un gruppo, esagerate al punto da diventare detestabili o ridicole, o al contrario, l’esagerazione positiva di caratteristiche che di per sè sarebbero negative.

In questo caso lo stereotipo utilizzato è negativo e rischia di far percepire le donne solo per i loro attributi fisici.

L’archetipo è talvolta utilizzato in filologia per indicare la redazione originale di un’opera ovvero il testo più antico e non derivato da altri.

Osservate con attenzione… non vi ricordano forse le Tre Grazie, le tre scollate signorine in posa per la marca di videofonini? E’ l’archetipo moderno tratto dall’archetipo originale.

da http://polisemantica.blogspot.com/





Il nuovo marchio dell’Italia proprio non piace!

26 02 2007

Il nuovo marchio per la promozione turistica dell’Italia proprio non piace.

La presentazione al pubblico del nuovo marchio di promozione turistica dell’Italia “It” ha suscitato nell’intera comunit nazionale dei professionisti della comunicazione visiva una grande delusione e un profondo malcontento.

La stessa associazione che riunisce i grafici italiani (Aiap) si fatta portatrice di questa generale insoddisfazione promuovendo una petizione, indirizzata alla Presidenza del Consiglio, che ha raccolto in poche ore, e sta ancora raccogliendo, oltre 1.000 firme di grafici, designer, insegnanti, architetti, artisti, espressione di una significativa percentuale del mondo della comunicazione.

Ci che viene messo in discussione non soltanto il risultato formale ma il procedimento con il quale si e giunti a questo risultato attraverso un concorso al di sotto degli standard minimi che sarebbero necessari: selezione dei partecipanti in base al fatturato, mancanza di anonimato, inadeguatezza della giuria, tempi insufficienti.

Ritenendo il progetto “It” non adeguato alla qualità del progetto grafico italiano, l’Aiap, SocialDesignZine, Progetto Grafico, Ministero della Grafica, chiedono alla Presidenza del Consiglio, attraverso la petizione “Not IT my name”, di ripensare l’intera iniziativa.

Comunicato stampa:

Aiap, Associazione Italiana Progettazione Comunicazione Visiva

SocialDesignZine

Progetto Grafico

Ministero della grafica





Comunicazione violenta

26 02 2007

Annunci forti sono spesso non graditi, ma i comunicati che usano anche volgarità lessicali sono definitivamente sempre banditi. Così è anche per questa pagina, realizzata dalla Agenzia Exit3 e che Greenpeace sponsorizza ma non appoggia (ufficiosamente per mancanza di tempo per la sua approvazione prima della sua pubblicazione in occasione del Giorno della Terra). Ma Internet serve anche a questo: anche se non approvata, ecco che viaggia in rete, viene vista e, pur essendo forte, colpisce nel segno.





Saturno contro

23 02 2007

Esce oggi “Saturno Contro” il nuovo film di Ferzan Ozpetek. Medusa Film con Saatchi
& Saatchi si sono unite per creare un manifesto che ben lo rappresenti nella campagna
di lancio. L’indole istintiva e multiculturale di Ozpetek, il cast sorprendente ed eterogeneo di attrici e attori (Margherita Buy, Isabella Ferrari, Serra Yilmaz e Ambra Angiolini, Stefano Accorsi , Pierfrancesco Favino, Luca Argentero)hanno
ispirato il visual. I primi piani degli attori sono sistemati in cornici sfalsate
tra loro, adagiate su uno sfondo rosso arricchito dalle ombre dei volti degli stessi attori. I loro sguardi si incrociano e cercano lo spettatore, per ricordare come questo film sia un viaggio all’interno del mutevole animo umano alla ricerca di un identità, mai predefinita. Il logotitolo Saturno Contro si scaglia limpido sul rosso del visual.


Credits:
Art Director: Maurizio Minerva
Creativ e Supervisor: Alessandra Torri
Direzione Creativa:Luca Albanese, Francesco Taddeucci





Ti voglio vivo!

16 02 2007

“Volti normali di gente normale, come noi e voi. Sono il nostro vicino di casa, il ragazzo che incontriamo in strada, la signora che abbiamo visto al supermercato. Parte della nostra comunità, senza retorica, composti nel loro dolore, che diventa appunto dolore e monito collettivo. Proprio perché parte del nostro vissuto, li ‘riconosciamo’ e li sentiamo vicini.”

Così commentavamo, quasi due anni fa, una precedente campagna del Comune di Firenze per la prevenzione degli incidenti stradali.
Erano i volti dei familiari delle giovani vittime, i loro amici, i compagni di scuola. “Era mio figlio”, “Era mio fratello”, “Erano miei amici”. Una campagna non bellissima graficamente ma certamente forte, emozionante, efficace.

Questa volta, e già dalla scorsa stagione, si è scelta la via del ricorso al testimonial e i volti che compaiono negli stendardi e che dicono di “volerci vivi” sono quelli di Carlo Conti e Piero Pelù. Naturalmente, nel passaggio alla star televisiva o canora, la campagna ha rinunciato a ogni originalità (i personaggi noti e la pubblicità, di ogni tipo, sono quasi un ‘luogo comune’!), ma soprattutto a ogni emozione. Se negli anni passati i grandi manifesti ci inducevano alla riflessione, attraverso quella che sapevamo essere un’esperienza dolorosa di vita reale, gli stendardi di oggi ci appaiono soltanto, come dire, ‘di maniera’. Adesso sappiamo nome e cognome e opere del volto che ci ammonisce dallo stendardo, lo vediamo spesso, magari ci è anche simpatico, ma questo, ovviamente, non ci basta. L’autenticità del dolore reale, e quindi il carattere fortemente emblematico di quegli affissi, se ne è andato.

da Sdz