Deside è…
“Dio crea e il diavolo analizza… io non sono Dio ma su di voi non so nulla.”
Renè de Obaldià
(commediografo francese)
Servono quattro parole per riassumere le qualità di un creativo: passione, creatività, curiosità ed azione.
Passione. E’ la parola chiave che sta alla base del mio muovermi verso qualcosa. Creare e trasformare sono il risultato di una particolare energia che alimenta ogni mia azione.
Spinto dalla passione ho cominciato e proseguo la mia professione.
Spesso lavorare con la creatività ti porta verso un mondo instabile, un flusso di informazioni in continuo movimento: bisogna sapersi muovere e districare per poter cogliere l’essenza creativa da trasmettere agli altri.
Creatività. Il mondo della comunicazione ha bisogno di un continuo apporto di nuove idee. La creatività è la potenzialità che ci permette di produrle. Essa si compone di un aspetto prettamente metodologico e di uno artistico. Mentre il primo ci aiuta a ricercare e a canalizzare aspetti che sono consoni con il nostro progetto comunicativo, il secondo rappresenta la libertà e la fantasia che portano all’innovazione.
Essa va coltivata ed aiutata ad esprimersi.
Curiosità. Si sviluppa in relazione al valore della vita e al suo costante cambiamento. È la curiosità, continua e sempre attenta ad ogni evoluzione, che mi permette di alimentare al meglio la creatività. Senza addentrarci nella complicata scienza della ricerca possiamo fare riferimento a questa simpatica caratteristica umana che ci può guidare serenamente verso l’apprendimento delle novità, di ciò che non conosciamo.
Si accosta con la fantasia, l’immaginazione e la capacità di sognare.
Senza di essa non esisterebbero inventori, ricercatori e scienziati, forse non esisterebbe nemmeno la penicillina.
Azione. Il confronto con gli altri è possibile solo con l’azione, con l’agire, dimostrando ciò che realmente si è in grado di fare. La realtà è il vero ostacolo per il creativo, perché il suo fine è comunicare qualcosa agli altri. Se c’è una strada che ci collega con il resto del mondo…deve essere imboccata. Ecco dove deve lavorare il creativo, tra la “pazzia” della novità e i segnali della realtà.
Noi comunichiamo per farci capire.