Archetipi, prototipi e stereotipi

30 03 2007

3.jpgL’immagine delle tre donne si ritrova ad essere, contemporaneamente, archetipo, prototipo e stereotipo iconografico.

Tanto per essere più chiari, citiamo le definizioni dei tre concetti tratti da wikipedia:

Un prototipo o istanza prototipica combina gli attributi più rappresentativi di una categoria. È il miglior esemplare tra i membri di una categoria e serve come punto di riferimento cognitivo rispetto al quale gli altri membri più “poveri” vengono categorizzati.

In questa immagine il prototipo è pericoloso, perchè diventa il metro di misura a cui tutte le donne dovrebbero adeguarsi per essere considerate belle e ciò potrebbe generare complessi di inadeguatezza, specialmente nelle adolescenti.

Lo stereotipo è una caricatura negativa di alcune caratteristiche positive possedute dai membri di un gruppo, esagerate al punto da diventare detestabili o ridicole, o al contrario, l’esagerazione positiva di caratteristiche che di per sè sarebbero negative.

In questo caso lo stereotipo utilizzato è negativo e rischia di far percepire le donne solo per i loro attributi fisici.

L’archetipo è talvolta utilizzato in filologia per indicare la redazione originale di un’opera ovvero il testo più antico e non derivato da altri.

Osservate con attenzione… non vi ricordano forse le Tre Grazie, le tre scollate signorine in posa per la marca di videofonini? E’ l’archetipo moderno tratto dall’archetipo originale.

da http://polisemantica.blogspot.com/





I giorni migliori

20 03 2007

Certe cose che senti nell’aria
non le devi nascondere
le conosci a memoria
ma non puoi condividerle,
se stai cercando il tuo viaggio
in un posto lontano, più libero…

Oltre i muri che vedi andando avanti
fra i discorsi invidiosi e arroganti,
le cose che senti nel cuore
non rinnegarle mai
sono fragili ma possiamo difenderle
se voleranno in alto i nostri pensieri
più limpidi.

Aiutami a ritrovare l’interesse
per le piccole cose
che sono alla base di tutte le promesse
del futuro che cresce,
perché sono le sfumature
a dare vita ai colori
e a farci tornare in mente
le cose più pure
dei giorni migliori.

Non ci sono percorsi più brevi da cercare
c’è la strada in cui credi
e il coraggio di andare.

Tiromancino (In continuo movimento)
(Testo e Musica: Federico Zampaglione)





Il sito più caro del mondo…

2 03 2007


Di questa marea di soldi, 21 milioni di euro sono passati alle regioni affinché producano i contenuti turistici, 4 milioni per la redazione centrale dei contenuti, 8 milioni per lo sviluppo della piattaforma tecnologica e gli ultimi 12 milioni per il completamento dell’opera (da 4 a 8 lingue) e per la promozione del portale.

Curiosamente la gara viene vinta dai raggruppamenti di imprese Sviluppo Italia e Ibm Italia, quando il ministro da cui tutta l’operazione dipende, Lucio Stanca, è l’ex amministratore delegato della stessa Ibm Italia.

Ma tant’è. Vediamo dunque come sono stati spesi questi soldi, lasciando da parte i 21 milioni di euro trasferiti alle regioni di cui non si hanno notizie più precise.

Al momento dell’inaugurazione il tanto atteso portale, dopo tre anni di lavoro, si apriva con una pesantissima animazione, impossibile da evitare, che sulla cavatina del Barbiere di Siviglia mostrava il patetico calembour “un paese di qualità”, qualora il povero potenziale turista provvista di un obbligatoria Adsl avesse voglia di aspettare qualche minuto per il download. Questa splash page è stata ora rimossa e si accede subito alla pagina di scelta della lingua. Dal punto di vista dell’infoarchitettura sembra che nessun responsabile del lavoro abbia letto alcun manuale dove, fin dalla fine degli anni ‘90, si indicava prioritario per una corretta user experience la riduzione al minimo di passaggi per arrivare al contenuto.
L’impaginazione della schermata è stata poi realizzata con tabelle html anziché con i corretti fogli di stile CSS il che, per tradurre, suona una bestemmia alle orecchia di qualunque programmatore come se si raccontasse ad un grafico di impaginare un libro in Word.
Il sito, poi, per colmo del paradosso non risponde ai criteri di accessibilità che lo stesso ministro Stanca deliberò come obbligatori in qualunque realizzazione web delle amministrazioni pubbliche alla fine del 2005.

Ma sarà solo un problema tecnico direte voi, magari i contenuti saranno comunque interessanti… Purtroppo anche qui ci troviamo di fronte ad una situazione desolante e improbabile. La cartina dell’Italia di apertura sembra riportare l’Istria come parte integrante del Belpaese, fra le principali attrazioni della nazione troviamo il “mercatino dell’usato di Livorno”, perle come “la Toscana è la regione più settentrionale dell’Italia centrale” sono disseminate dovunque per soddisfare non si sa quale curiosità di turisti internazionali.
Non parliamo poi delle traduzioni così descritte su un sito americano come “a typically Italian “inglese maccaronico” (macaroni English) littered with imaginary words and frequent spelling and syntax errors”.

Insomma, un disastro su tutta la linea. La rete è piena di siti, sorti come funghi, che stanno setacciando il portale per metterne in evidenza gli inverosimili errori di sistema e di contenuti, vi segnalo, per approfondimenti, il più completo Scandalo italiano. Gruppi di lavoro volontari sono già al lavoro per ri-costruire, secondo il buon senso, la struttura tecnologica del portale in un suo clone, per apportarvi miglioramenti o una sua completa ristrutturazione.
L’attuale ministro dei Beni culturali Rutelli ha la responsabilità di aver cercato di rianimare un progetto nato da un simile sperpero di denaro pubblico, una responsabilità che non sfugge agli stessi membri del suo partito se l’Osservatorio sull’Information and communication technology della Margherita dichiara per bocca di Giorgio Sebastiano: “È partito male Italia.it, il portale del turismo fortemente voluto dal precedente governo, costato una montagna di denaro pubblico e impantanatosi al termine della precedente legislatura. Il tentativo di rianimazione, per cercare almeno di salvare il salvabile, non è ancora riuscito. Il prodotto è ben lungi da quello che molti a questo punto si attendevano. Le critiche provenienti dal mondo della rete toccano un po’ tutti gli aspetti: dalla compatibilita’ alla navigazione, dall’accessibilita’ alla qualita’ dei contenuti”.

Ma qualcuno pagherà per lo spreco insensato di denaro pubblico?

da SDZ