Il Piccolo Principe

31 01 2007

In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…”
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, “sono così triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire “addomesticare”?”
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe. “Che cosa vuol dire “addomesticare”?”
“Gli uomini”, disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco amici. Che cosa vuole dire “addomesticare”?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi.
Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.

Antoine de Saint Exupéry




Una giornata uggiosa

31 01 2007

Sogno un cimitero di campagna e io là
all’ombra di un ciliegio in fiore senza età
per riposare un poco 2 o 300 anni
giusto per capir di più e placar gli affanni
Sogno al mio risveglio di trovarti accanto
intatta con le stesse mutandine rosa
non più bandiera di un vivissimo tormento
ma solo l’ornamento di una bella sposa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Sogno di abbracciare un amico vero
che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro
e gente giusta che rifiuti d’esser preda
di facili entusiasmi e ideologie alla moda
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Sogno il mio paese infine dignitoso
e un fiume con i pesci vivi a un’ora dalla casa
di non sognare la Nuovissima Zelanda
Per fuggire via da te Brianza velenosa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa

Artista: Lucio Battisti
Album: Una Giornata Uggiosa

Anno: 1980




Torino: Book of the city

30 01 2007

Della grafica per la città di Torino (look of the city) in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006 ci eravamo occupati più volte. Torniamo a parlarne perché da qualche settimana è disponibile, edito da Corraini, il report della grafica di quell’evento, progettato da Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto.

Quella che Torino ci ha presentato con orgoglio, nella sua sobria e elegante modulazione di rossi e neri, è stata forse la più complessa operazione di arredo urbano mai realizzata in Italia. Un arredo che penetrava in città, sui viali, nei lungopò, nei giardini, nelle piazze e ovunque dava una lettura dei tanti momenti in cui si frantuma una città moderna, nella sua storia, nella sua operosità, nei suoi monumenti.

I grandi totem, i menhir, gli shangai, gli anemometri (molti dei quali sono rimasti, terminate le Olimpiadi, a segnalare altri eventi cittadini) hanno puntualizzato l’accadimento olimpico ma hanno anche raccontato di quanto complessa possa e debba essere la lettura di una città importante come Torino, di quante sfaccettature si debba tener conto nel tentativo di riappropriarsi della storia e della cronaca quotidiana di una comunità.

Il libro report di quel progetto urbano (anch’esso per mano di Italo Lupi, se ne riconoscono bene i segni stilistici) si muove sulla traccia grafica del look of the city: sobrio senza essere serioso, fantasioso senza essere sbracato. Progettualmente e sicuramente disinvolto, vien fatto di definirlo, un documento che si pone all’attenzione e, speriamo, alla riflessione di quanti operano progettualmente, all’interno delle città.

“Quello per Torino” scrive Beppe Finessi nella sua prefazione “è un progetto d’autore che sembra, anzitempo, accompagnare la città verso il nuovo ruolo internazionale che avrà nel 2008, quello di Capitale del Design che con coraggio e ambizione ha cercato, sfilando quel primato alla distratta Milano.”

Italo Lupi, Ico Migliore, Mara Servetto, Look of the City, Torino Olimpiadi invernali 2006, Edizioni Corraini, euro 22,00.

da SDZ





Basta poco a fare impressioni

30 01 2007

basta poco
basta andare in televisione
che la gente subito ti riconosce per la strada
si fa presto a montarsi la testa
e d’altronde è questa qui
la realtà di questa vita
ci si guarda solo fuori
ci si accontenta delle impressioni
ci si fotte allegramente come se fosse niente
darei fuoco a casa tua
se mi passasse
il mal di denti

e tanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica…

basta poco a fare bella figura
basta poco
basta esser buoni la domenica mattina
basta poco per esser furbi
basta poco
basta pensar che son tutti deficienti

e d’altronde è questa qua
la realtà di questa vita
di questa bella civiltà
così nobile così antica

e tanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica
e nell’aria è già domenica
e forse forse nevica

basta poco per essere intolleranti
basta poco basta esser solo un pò ignoranti
basta poco per non capire e scappare via
basta poco perchè ti dia fastidio uno purchè sia…

e tanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica
e domani è già domenica
e forse forse nevica

Vasco Rossi





Carré Noir e la Bravo identity

26 01 2007

Carré Noir firma un altro importante progetto per Fiat Group: dopo Sedici e Punto, l’agenzia ha infatti creato la brand identity di Bravo, nuova e attesissima “segmento C” della casa automobilistica piemontese.
Un’auto dinamica, che seduce con forme moderne e sensuali, combinando il piacere della guida con tutto il fascino e la personalità del design “Made in Italy”.
L’identità visiva definita da Carré Noir unisce questi valori in un logo morbido, dal forte e riconoscibile impatto visivo. Una scelta creativa in cui l’elemento caratterizzante del marchio - ossia l’unione armonica delle lettere A e V al centro del logotipo - dà vita a un elegante effetto visivo, sottolineando così tutta la vitalità “on the move” della vettura.
La scritta Bravo, stilizzata con un lettering corsivo, evoca sportività e dinamismo nella forte inclinazione positiva, mentre la sinuosità delle curve ben comunica lo stile tipicamente italiano di cui Fiat vuole farsi portatrice: un’eleganza sensuale e al tempo stesso innovativa, raffinata ma anche moderna e funzionale.
La brand si differenzia a seconda dell’allestimento mediante un segno cromatico integrato nella B maiuscola: un ulteriore elemento di distinzione per un marchio dalla forte personalità, che evidenzia e sintetizza l’attenzione stilistica riservata alla vettura.


da http://www.spotandweb.com